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convicoLe conversazioni si sono svolte nel 1966, vale a dire nel pieno della elaborazione e della preparazione dell’ultima sua opera sistematica, l’Ontologia dell’essere sociale. Dopo l’Estetica, apparsa nel 1963, l’impegno del filosofo marxista era teso a realizzare il progetto giovanile di una grandeEtica. Ma in un contesto affatto diverso, nella sua persona, nell’evoluzione del suo pensiero e nel mondo circostante. L’Ontologia doveva costituire il passaggio, la premessa necessaria per un’etica senza fondamenti ultimi, facendo tesoro degli sviluppi filosofici dall’antichità al tempo di Lukács, soprattutto attraverso i decisivi apporti di Hegel e di Marx.
Le acquisizioni dell’Estetica, nella quale l’arte era trattata, conformemente alla visione complessiva di Lukács, come parte di una totalità dell’interazione soggetto-oggetto, vengono richiamate spesso nelle conversazioni. L’opera sistematica conteneva già robuste anticipazioni a proposito delle basi ontologiche dell’attività umana. Questo retroterra acquisito permette a Lukács di spaziare, nella interlocuzione con studiosi del calibro di Abendroth, Holz e Kofler, dalla filosofia, alla politica, alla storia del capitalismo, del marxismo, del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, alla cultura e alla vita quotidiana contemporanee.
Questa sintesi ha il pregio della freschezza e della forza espressiva tipica di una conversazione. La trascrizione è stata naturalmente rivista dagli autori. Tuttavia rimane la vivacità del dialogo, del movimento del pensiero, delle improvvise illuminazioni che nel trattato o nello scritto, concepito come tale, necessariamente si perdono.

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