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marxismocriticaletterariaQuesta raccolta di saggi di György Lukács imposta per la prima volta in forma organica e unitaria i problemi di una teoria marxista della letteratura. Lukács, considerato il più grande critico marxi­sta vivente, elabora i criteri ed i metodi di un giudizio storico-con­tenutistico sui fenomeni letterari, in polemica, da una parte, con­tro il formalismo e il trascendentalismo dell’estetica borghese, e, dall’altra, contro la volgarizzazione sociologica del marxismo, per cui il compito del critico e dello storico letterario si ridurrebbe a determinare l’«equivalente sociale» degli scrittori e delle opere d’arte. In questa «battaglia su due fronti» Lukács si richiama, da un lato, alle affermazioni contenute negli scritti dei classici del mar­xismo, e, dall’altro, alle tesi fondamentali dell’estetica classica. Di qui il duplice carattere, rivoluzionario e conservatore a un tem­po, del pensiero di Lukács: che tende a ricollegarsi, al di là dell’«epoca della decadenza», alla grande linea di sviluppo della cultura umanistica.

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