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ceico«Forse mai quanto oggi l’arte ha significato così poco per tanti di quegli uomini che fanno parte integrante della cultura. Gli effetti dell’arte hanno oggi qualcosa di profondamente specialistico: gli scrittori scrivono per gli scrittori, i pittori dipingono per i pittori, o al massimo per scrittori e pittori che si sono fermati a metà strada. Solo uno specialista può veramente apprezzare i loro va­lori, e gli effetti più appariscenti consistono nei trucchi del mestiere… I più seri disprezzano l’arte d’ogni genere; la maggior parte invece ne gode o vi si adegua con pro­fonda indifferenza…
Ma purtroppo indifferenza e disprezzo non sono forti abbastanza. L’unica speranza che potremmo ancora ave­re sarebbe forse quella del proletariato e del socialismo: la speranza che le forze dello spirito rivoluzionario, che ha smascherato tutte le ideologie e ha intravisto ovun­que le vere forze motrici, dimostri anche in questo cam­po intuito chiaro e vista acuta, e, spazzando via quan­to vi è di periferico, ci conduca di nuovo all’essenzia­le. La speranza insomma che sopraggiungano dei bar­bari i quali mandino brutalmente in frantumi tutte le raffinatezze; che la persecuzione produca un effetto se­lettivo e in un’epoca che ha in odio l’arte questa riesca, ciò nonostante, ad approfondirsi».

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