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La genesi della tragedia borghese da Lessing a Ibsen

Il dramma moderno è il prodotto dell’impegno teatrale attivo del giovane Lukács a Budapest, tra il 1908 e il 1909, e solleva questioni che Lukács affrontò direttamente, nella prassi, quando, negli anni 1904-1907, fu uno dei direttori della Thalia-Gesellschaft. La questione di fondo posta dall’Autore è se esista — e se possa esistere in assoluto — un dramma moderno. Attraverso una analisi estetica e storico-sociologica della letteratura, Lukács dimostra che il dramma moderno, qualitativamente diverso dal dramma classico, è il dramma borghese: finora l’unico che non scaturisce da una coscienza mistico-religiosa, ma che si è avvicinato alla sfera religiosa solo nel corso di un successivo sviluppo.
La genesi della tragedia borghese da Lessing a Ibsen, secondo volume di Il dramma moderno, è una disamina del processo di sviluppo del dramma borghese, dalle sue premesse storiche fino all’«epoca eroica» che vede il tentativo, di Hebbel e di Ibsen, di creare una tragedia borghese. Partendo da una analisi specifica della Weltanschauung lessinghiana, il giovane filosofo ungherese passa attentamente in rassegna le fasi più significative di ciò che egli considera l’effettiva genesi del dramma moderno: il concetto di destino in Schiller, la svolta di Immermann e Grillparzer, la chiarezza problematica goethiana, la possibilità drammatica della tragedia di classe in Hebbel, fino alla problematizzazione ibseniana dell’individuo stesso e del suo rapporto con la storia.

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