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kicoOrgano della Terza Internazionale per i paesi danubiani, «Kommunismus» è una rivista esemplare del tentativo di mediazione tra l’ideologia della sinistra comunista tedesca, e mitteleuropea in genere, e il leninismo sovietico.
Nei suoi due anni di vita, tra secondo e terzo Congresso dell’Internazionale, «Kommunismus» ospita numerosi contributi di Lukács – del Lukács che va preparando i saggi di Storia e Coscienza di Classe –, tutti imperniati appunto sul problema di quella mediazione, di quella «auspicata sintesi».
Ma questo nucleo centrale della problematica lukacsiana di allora, della sua attività politica più «diretta», va inquadrato storicamente in tutto il dibattito sull’Organisationsfrage: sul problema del partito che, se investe in pieno il movimento operaio europeo soltanto con la prima guerra mondiale, già con il Bernsteindebatte, già con le posizioni sociologiche più vicine alla socialdemocrazia tedesca, già con gli scritti della Luxemburg, era emerso in tutta chiarezza.
Di fronte a questi nodi i saggi politici di Lukács, molti dei quali non raccolti nella recente edizione dei Werke della Luchterhand di Berlino, hanno un valore conclusivo – nel senso che ne dimostrano l’irrisolvibilità dal punto di vista sia della sinistra comunista europea sia del leninismo sovietico. E ne dimostrano l’irrisolvibilità non sul terreno delle contraddizioni teoriche soltanto, ma su quello dell’iniziativa organizzativo-politica, della costruzione dell’organizzazione. Ma lo spessore di questi saggi lukacsiani non è misurabile soltanto all’interno della storia del movimento operaio europeo in sé e per sé. Dentro c’è ancora il Lukács vicino a Simmel e a Weber. La sintesi continuamente tentata di sinistra comunista e leninismo si intreccia all’utopia della riscoperta della grande Kultur borghese sul terreno del marxismo. E questa utopia vive fin nei saggi più direttamente politici. Non c’è «questione di dettaglio » che non ne venga controllata e diretta.
Ognuno di questi temi – dall’«armonia» Kultur-marxismo, a quella Lenin-Europa, dai rapporti tra Soziologie e movimento operaio, a quelli tra socialdemocrazia e sinistra comunista – è l’inizio di una tradizione. L’«attualità» di questi saggi lukacsiani consiste nell’«attualità» che ha per noi l’origine di questa tradizione, ancora agente in tutte le sue varianti. Ed è appunto la sua critica complessiva che qui ci interessa.

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