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di G. B.

«l’Unità», 14 aprile 1965.

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BUDAPEST, 13 Le riviste specializzate ungheresi ricordano l’opera e la figura di György Lukács che oggi compie 80 anni. Accademico, letterato e filosofo, Lukács è nato infatti il 13 aprile 1885 e vive da quasi venti anni a Budapest. Fu ministro della cultura della Repubblica dei consigli, poi emigrò in Austria, quindi in Germania ed infine nell’URSS da dove rientrò nel 1945. Dopo gli avvenimenti dell’ottobre del 1956 aveva ricoperto un posto di responsabilità nel governo di Imre Nagy. In questi ultimi tempi sono state pubblicate o ripubblicate in Ungheria alcune delle sue opere più famose fra le quali «La distruzione della ragione» e «I fondamenti dell’estetica».

Radio Budapest nelle sue trasmissioni per l’estero ha detto che tra i numerosi meriti dell’opera di Lukács vi è quello che caratterizza la personalità di ogni grande filosofo: lo stimolo alla discussione. La sua fama di studioso marxista ha superato da molto tempo i confini ungheresi, per estendersi in ogni parte del mondo. La sua opera, gli scritti di 60 anni di lavoro, fanno ormai parte del patrimonio di cui oggi è dotata la cultura marxista. Lukács ha saputo sviluppare le sue tesi in modo scientifico, con una conoscenza eccezionale della letteratura mondiale, vibrando seri colpi alla cosiddetta filosofia dell’irrazionalismo moderno e alle teorie che negano la funzione dell’arte quale specchio della realtà, nonché alle tendenze pseudo idealistiche e di matrice squisitamente borghese, che si rifiutano di accettare l’analisi della conoscenza metodica e razionale dell’uomo e del mondo.

Ciò è dovuto al fatto – ha aggiunto radio Budapest – che l’opera di Lukács è basata sull’ideologia più progressista della nostra epoca, il marxismo. Nonostante i suoi 80 anni – conclude il commento – Lukács lavora oggi con un’energia giovanile e una freschezza di mente e di reazione straordinarie.

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