Oggi Lukács sembicora irrimediabilmente lontano. Ma questa attuale distanza non dovrebbe far dimenticare l’importanza che la ricezione della sua opera ha avuto nel determinare, fra gli anni ’50 e ’60, la «stagione della grande sprovincializzazione». L’introduzione di elementi di crisi e di ripensamento nel gramscismo; la funzione di mediazione rispetto alle ‘fonti’ stesse del marxismo e della dialettica; la spinta al recupero di tutto un filone del marxismo occidentale, da Benjamin a Korsch, a Brecht, Adorno, i franicofortesi, sono solo alcuni aspetti del debito che la cultura italiana degli ultimi decenni ha contratto con Lukács. ‘Dopo Lukács’ sta dunque a indicare una costellazione culturale con la quale le ‘conversazioni’ qui raccolte fanno i conti, lasciando emergere non solo alcune indicazioni per verificare lo ‘stato’ della nostra germanistica di questi decenni, ma una trama solida, un’ottica centrale per una più vasta storia degli intellettuali italiani dagli anni ’50 ad oggi.

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