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ico«Chi vada sfogliando la saggistica italiana – ma non italiana soltanto – su Lukács ne riceve in genere l’una o l’altra di queste impressioni: o che storicamente non esista se non il Lukács giovane, … oppure che ci sia bensì in lui anche un’ulteriore fase storica di sviluppo, ma che essa, lungi dal segnarne la maturità, ne segni piuttosto l’irreversibile decadenza e involuzione …
Senza affatto la pretesa di sondare a fondo e per esteso un così vasto campo di ricerche, men che meno di esaurirle, i contributi qui raccolti intendono offrire al lettore un quadro della figura e del pensiero di Lukács diverso rispetto a quello offerto dalla più gran parte della letteratura critica. Gli anni in esame sono quelli che vanno dal 1930 alla sua morte (1971); i lavori, quelli compresi tra i primi saggi critici berlinesi e l’Ontologia postuma». (Dalla Presentazione di Guido Oldrini).
«Solo chi non ha vissuto quell’epoca e non ha voglia d’informarsi può permettersi di ignorare l’energia con cui quel fragile uomo aveva utilizzato tutti i margini e retto a tutte le tempeste … Non in se stesso presumeva, ma nella funzione degli intellettuali. Hegelianamente, egli contrapponeva la forza del pensiero alla cieca mole della natura ». (Dal saggio di Cesare Cases).

Saggi di C. Cases, I. Hermann, G. Oldrini, S. Morawski, M. Almási, I. Fehér, N. Tertulian.

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