icoL’originalità e il rilievo della figura di Lukács nella cultura marxista internazionale è messa in evidenza da questa sola osservazione: si tratta dell’unico importante dirigente del movimento comunista che si sia occupato sistematicamente di estetica e di letteratura, oltre che di politica culturale. Come dirigente politico si sforzò di elaborare una linea autonoma di intervento politico del partito comunista nelle vicende nazionali e internazionali in più occasioni critico verso l’orientamento staliniano. In estetica trasformò la tematica del realismo socialista dalla caricatura terroristica che ne aveva fatto Zdanov in riflessione attenta alla specificità del fenomeno letterario, capace di riassumere, criticamente, l’intero patrimonio del realismo critico prodotto dagli scrittori della borghesia (da Goethe a Thomas Mann). Questa breve introduzione alla vasta e complessa opera del filosofo ungherese ricostruisce soprattutto la formazione teorico-politica di Lukács, nel pieno di influssi intrecciati della cultura mitteleuropea prima e dopo la Grande Guerra e il suo incontro col marxismo. Dalle opere estetiche giovanili («L’anima e le forme» e «Teoria del romanzo») si passa ad analizzare l’opera fondamentale della maturità teorica e politica, «Storia e coscienza di classe», dove Lukács sottoponeva al vaglio del marxismo le influenze dei più importanti pensatori dell’epoca, da Simmel a Max Weber. Si studia infine la ricca produzione di critica letteraria degli anni ’30 e ’40 e la sistemazione complessiva del suo pensiero, portata a termine nella «Estetica» e nei lavori preparatori alla «Ontologia».

George Lichtheim è nato in Germania e dal 1945 risiede in Gran Bretagna dove è stato visiting lecturer alle università di Columbia e di Stanford. Tra i suoi libri ricordiamo: «Il marxismo», «Le origini del socialismo», «L’Europa del Novecento. Storia e cultura» e «Storia dell’imperialismo».

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