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«La Repubblica» 23 aprile 1987

Entro l’anno saranno pubblicate le opere dei due pensatori

MOSCA. Il mensile teorico e politico del Comitato centrale del Pcus, Kommunist, ha aperto le sue pagine ai due più grandi ideologi del comunismo europeo e del marxismo critico: l’italiano Antonio Gramsci e l’ungherese György Lukács. Il saggio che il periodico ha dedicato a Gramsci, titolato significativamente L’attualità di Gramsci oggi è firmato da un autorevole funzionario del Cremlino, Gennady Smirnov. Nell’articolo dedicato al filosofo marxista ungherese Lukács, una nota precisa che sta per essere pubblicato per la prima volta in Unione sovietica un suo fondamentale saggio su Lenin del 1924. Nella nota viene inoltre sottolineato che il saggio su Lenin verrà pubblicato non soltanto perché è storicamente importante ma anche per la sua attualità. Secondo fonti ben informate della capitale sovietica sarebbero di prossima pubblicazione in Urss, probabilmente entro l’anno, anche le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci. L’opera del filosofo comunista italiano è considerata una delle ispirazioni lontane dello strappo fra il Partito comunista italiano e il Pcus. La notizia della prossima pubblicazione delle Lettere dal carcere di Gramsci in Unione sovietica ha dichiarato Fabio Mussi condirettore de «L’Unità» rappresenta indubbiamente un altro importante segnale di apertura del Cremlino. Brani di interventi di Antonio Gramsci ha detto ancora Mussi sono già stati pubblicati da Mosca ma il fatto che lo saranno anche le Lettere sottolinea senz’altro che un processo di democratizzazione è in atto. L’interesse di Mosca per due rappresentanti del marxismo che negli anni Venti-Trenta si sviluppò in polemica con lo stalinismo ha concluso il condirettore de «L’Unità» sta a dimostrare che il nuovo corso del Cremlino non è soltanto un’operazione di immagine.

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