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di György Lukács

«L’Unità», 24 gennaio 1971

«Ero un giovane comunista quando, tra il consenso di tutti i rivoluzionari, venne costituito il partito comunista italiano. Da allora, lo sviluppo ideologico e politico del comunismo, soprattutto in Europa, sarebbe inimmaginabile senza la partecipazione determinante del partito italiano.
Nella crisi teorica degli, anni Venti, fu Gramsci una delle personalità eccezionali che cercarono, con successo, le vie di uscita. Gli orientamenti di Fronte unitario degli anni Trenta diventarono pure patrimonio fondamentale dell’intero movimento veramente soltanto attraverso l’attività di Togliatti che è stato, finora, forse il più grande tattico del nostro movimento.
Come partito più forte e influente del mondo non socialista, il partito comunista italiano –conseguente al programma di rinnovamento del XX Congresso – è quello che oggi cerca, e sovente trova, la strada per una concreta politica di massa basata sui principi della democrazia proletaria»

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