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Copertina - Lukacs e la rinascita del marxismo - clicca per pdfAtti del seminario svoltosi a Roma il 18-19 giugno 1977

Nonostante più d’uno si sia preso la briga, in momenti diversi, di dichiarare «superata» o anche «di retroguardia» la tematica di György Lukács, è un fatto che questa si ripresenta, nelle sue interne articolazioni e stratificazioni, ad ogni svolta della cultura italiana del dopoguerra, continuando a far discutere, a sollevare problemi e interrogativi su vari fronti di ricerca. Si pensi solo all’interesse suscitato recentemente dalla pubblicazione di opere inedite del «primo» Lukács, come l’Estetica di Heidelberg o la Storia del dramma moderno, o dalla conoscenza dell’Estetica della tarda maturità e della grande Ontologia, tuttora in traduzione presso gli Editori Riuniti. Sono tutti capitoli di un dibattito in corso che mette in causa le prospettive attuali del marxismo, il rapporto fra cultura e politica all’interno del movimento operaio, la funzione degli intellettuali all’altezza della crisi odierna della società capitalistica.
Il nostro seminario non si proponeva – com’è ovvio – di trovare la risposta a tali questioni, e neppure presumeva di investirle tutte. Voleva più che altro offrire l’opportunità a un gruppo di studiosi, alcuni già noti e affermati, altri più giovani di esporre risultati di ricerche, porre e confrontare problemi, vagliare ipotesi di lavoro relativamente ai grandi filoni della teoria della società, del rapporto fra filosofia e politica, della teoria dell’arte e della letteratura. Filoni non separati, ma dialetticamente intrecciati in Lukács e che perciò si è tentato di affrontare unitariamente, anche nell’organizzazione dei lavori.
Di questi, appunto, pubblichiamo gli atti, nella veste del primo nostro «Quaderno», supplemento al n. 7-8 di «Ungheria oggi». Al presente seguiranno, speriamo, altri fascicoli dove, senza fissa periodicità, offriremo ai lettori gli atti dei prossimi seminari e convegni organizzati dal Centro culturale «Italia-Ungheria»: senza alcuna presunzione accademica – sia chiaro – ma con l’intento, che crediamo oggi più utile e proficuo, di proporre a studiosi, a insegnanti, a giovani ricercatori agili materiali di riflessione e di dibattito.

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